CICLO DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA E FINANZIARIA
Il processo di programmazione e controllo strategico si articola nei cicli illustrati nel seguente diagramma:
Diagramma
Il processo di programmazione strategica posto in essere per la costruzione delle direttive generali per l’azione amministrativa e la gestione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali si articola essenzialmente in due fasi:
Le direttive generali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si caratterizzano per l’individuazione delle priorità politiche coerentemente al processo di programmazione definito nei diversi atti adottati dal Parlamento, dal Governo e dal Ministro e per declinazione delle stesse in obiettivi strategici, molti dei quali hanno carattere pluriennale.
Ciascun obiettivo strategico viene poi articolato in una serie di obiettivi operativi di durata annuale.
Tali obiettivi, essendo caratterizzati da una maggiore specificità, sono più facilmente misurabili e rappresentano i singoli elementi, la cui realizzazione contribuisce al complessivo conseguimento dell’obiettivo strategico.
Per ciascun obiettivo operativo, infine, è individuato l’insieme delle attività necessarie alla loro attuazione, i c.d. programmi esecutivi d’azione, il cui livello di dettaglio è garanzia di una programmazione maggiormente consapevole.
I programmi esecutivi d’azione (PEA) si caratterizzano per esplicitare:
Tali parametri sono riportati su schede la cui tenuta e compilazione consente di rappresentare gli elementi necessari per la verifica dello stato di realizzazione nonché le eventuali criticità in ordina al conseguimento di ciascun obiettivo. Le schede vengono aggiornate dai CRA ( (mediante il Responsabile cui sono demandati i compiti di referente con il SeCIn in materia di controllo di gestione) nel corso dell’attività di monitoraggio quadrimestrale.
NOTA PRELIMINARE
La legge n. 94 del 1997, di riforma del Bilancio dello Stato, assegna una particolare rilevanza alle Note Preliminari che accompagnano gli stati di previsione della spesa, le quali costituiscono lo strumento attraverso cui ciascun Ministero illustra i criteri di formulazione delle previsioni, gli obiettivi da raggiungere e gli indicatori che si intendono utilizzare per misurare i risultati.
La Nota Preliminare costituisce uno strumento di particolare rilevanza nel processo di programmazione delle Amministrazioni centrali dello Stato e ne segue le fasi principali.
L’importanza e i contenuti della Nota Preliminare sono stati sottolineati nel corso degli anni in diverse circolari pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Grande rilievo assumono, in materia di programmazione e di compilazione delle Note Preliminari, anche le Direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attività amministrativa e la gestione intervenute a partire dal 2002. La Direttiva del 12 marzo 2007, in particolare, recante “Indirizzi per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione del programma di Governo” ha richiamato ampiamente i concetti e i contenuti espressi nella circolare del MEF n. 18/2006 e ha ribadito l’importanza del legame fra il ciclo della pianificazione strategica e il ciclo della programmazione finanziaria.
Da ultimo, con la circolare n. 21/2007 del MEF, le linee guida e lo schema di riferimento sono stati aggiornati in seguito all’introduzione - a partire dalla legge di bilancio 2008 - della nuova classificazione per missioni e per programmi, che ha innovato profondamente la struttura e il processo di costruzione del bilancio dello Stato.
La Nota Preliminare è compilata, dal 2007, direttamente dal SeCIn, su proposta dei CRA, ed è articolata in:
un quadro di riferimento complessivo e una breve descrizione delle priorità politiche
una illustrazione degli stanziamenti complessivamente previsti per l’anno di riferimento distinti per missione, programma e obiettivi
una descrizione degli eventuali fabbisogni di personale in relazione ai programmi esposti
una scheda per ciascun programma contenente le informazioni relative agli obiettivi, individuati all’interno del programma (caratteristiche dell’obiettivo, CRA coinvolti, indicatori…)
DIRETTIVA GENERALE ANNUALE
All’inizio di ogni anno il Ministro emana una Direttiva (prevista dall’art.14 del d.lgs. 29/93, nonché dall’art. 8 del d.lgs. 286/99) che costituisce il documento base per la programmazione e per la definizione degli obiettivi dei Centri di Responsabilità Amministrativa (CRA).
A partire dalla Direttiva per l’anno 2008, il format, predisposto dal Comitato tecnico scientifico per il controllo strategico nella P.A., prevede una struttura della Direttiva suddivisa in due parti.
La prima parte contiene i paragrafi concernenti: il quadro sinottico delle priorità politiche fissate dal Ministro e degli obiettivi strategici proposti dai CRA; l’individuazione dei responsabili della realizzazione degli obiettivi strategici e la relativa attribuzione delle risorse; il raccordo tra controllo di gestione e controllo strategico; il sistema di monitoraggio della direttiva.
La seconda parte espone in modo analitico tutti gli elementi inerenti alla pianificazione strategica: il quadro generale di riferimento e le priorità politiche; per ciascuna priorità politica, gli obiettivi strategici e le azioni necessarie per il loro conseguimento, attraverso i rispettivi programmi esecutivi di azione (PEA), nel quadro dei programmi individuati per le diverse missioni in cui è articolato il bilancio dello Stato . I PEA rappresentano lo strumento per il radicamento nella P.A. del metodo della gestione per obiettivi. Tale metodo concepisce l’attività dell’organizzazione che produce servizi, non tanto in termini di adempimento ai doveri o alle norme, quanto di individuazione di priorità e programmi diretti alla soddisfazione delle esigenze del cittadino utente.
Ai sensi dell’art. 14 comma 2 del d.lgs. 29/93, il Ministro, per la predisposizione della Direttiva annuale, si avvale della collaborazione del SeCIn che funge da raccorda tra il Ministro ed i titolari dei CRA, al fine del controllo della congruenza degli obiettivi con le priorità fissate dal ministro, nonché fornisce indicazioni e suggerimenti sia in fase di predisposizione dei PEA, sia nel corso della loro realizzazione ed in particolare nella fase di monitoraggio trimestrale.
All’inizio di ogni anno il SeCIn inoltra al Ministro una relazione in merito all’attuazione finale della Direttiva emanata l’anno precedente che una volta recepita, entra a far parte della Direttiva dell’anno successivo.
A partire dalla Direttiva generale per l’anno 2007, il SeCIn inoltra, altresì, al Ministro ai sensi dell’art. 3 comma 68 della legge 24 dicembre 2007, n.244 (legge finanziaria 2008) entro il I semestre di ciascun anno un rapporto di performance sull’anno concluso e il I rapporto di monitoraggio sullo stato attuazione della Direttiva generale per l’anno in corso.
LE DIRETTIVE GENERALI DEL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI SULL’AZIONE AMMINISTRATIVE E SULLA GESTIONE.
CONTROLLO DI GESTIONE
Il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, è il sistema operativo volto a guidare la gestione verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di programmazione strategica e finanziaria, rilevando , attraverso la misurazione di appositi indicatori, lo scostamento tra obiettivi programmati e risultati conseguiti e informando di tali scostamenti gli organi responsabili, affinchè possano decidere le opportune azioni correttive.
Scopo del controllo di gestione non è quello di sanzionare il comportamento difforme dalle regole (come si è indotti erroneamente ad intendere basandosi sull’accezione prevalente che il termine “controllo” ha in italiano) quanto, piuttosto, quello di aiutare i dirigenti ad indirizzare il proprio comportamento verso il conseguimento degli obiettivi. Proprio in quest’otttica il sistema di controllo di gestione va interrelato con il sistema di valutazione del personale.
Negli anni 2002-2005 il SeCIn ha avviato e realizzato il modello di controllo direzionale relativo alla Direzione generale delle biblioteche, alla Direzione generale degli archivi, alla Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e al Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici. Il modello è compatibile ed anzi integra opportunamente il progetto di controllo strategico, controllo di gestione, contabilità analitica presentato nel luglio 2008 dal CNIPA per le esigenze delle Amministrazioni pubbliche.
VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI
L’attività di valutazione dei dirigenti è esercitata in rapporto alle strategie definite dal Ministro; chi la svolge deve verificare se vi è stata una gestione per obiettivi e quali obiettivi si siano effettivamente raggiunti, secondo quanto dispone il d.lgs. 286/1999.
Il SeCIn, che ha il compito di garantire che le strategie definite dal Ministro vengano realizzate, è anche titolare dell’attività di valutazione delle prestazioni e dei comportamenti organizzativi, in particolare per i dirigenti di 1 fascia.
Per i dirigenti di 2 fascia la valutazione compete ai dirigenti di 1 fascia.
Oggetto della valutazione dei dirigenti di 1 e 2 fascia è sia la capacità di conseguire risultati rispetto agli obiettivi fissati ad ogni inizio d’anno, che il comportamento organizzativo, cioè la capacità di favorire lo sviluppo delle risorse professionali ed umane assegnate al dirigente.
Ciò che conta nella valutazione tra 1 e 2 fascia è l’ampiezza della responsabilità presa in esame, mentre il livello di qualità non muta.
Metodologia di valutazione dei dirigenti (D.M. 26 giugno 2003; D.M. 15 marzo 2005)
Scheda di valutazione
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