La prima impostazione del dipinto è quella di un ritratto che riprende
un modello leonardesco. Dalla radiografia,
eseguita per la prima volta dall'I.C.R. nel 1978, ripetuta in occasione
della mostra del 1983 e attualmente, la figura femminile appare
dipinta contro uno sfondo di paesaggio in lontananza, nel quale
si distingue un fiume, e al centro, sopra la testa della modella,
il cespuglio, presumibilmente il mirto che compare nella stesura
finale, in una impostazione molto simile a quella del ritratto di
Ginevra de' Benci di Leonardo (Washington, National Gallery), nel
quale il cespuglio di ginepro allude al nome della ritrattata, come
il mirto riporta ad una simbologia legata all'immaginr di Venere.
La succesiva modifica del fondo, che, come il restauro indica,
avviene contemporaneamente alla realizzazione dell'incarnato, ribadisce
che l'iconografia del dipinto è da riferire all'immagine di Venere:
una "mezza Venere nuda" come è indicata dalle fonti. I riferimenti
iconografici sono ribaditi infatti dalla simbologia delle piante
che si sovrappongono al primo sfondo paesaggistico: le cotogne,
simbolo di amore carnale, che si unisce al mirto sacro alla dea,
alla posa e al particolare dell'armilla, particolare che trova precedenti
nella statuaria classica, dalla Venere dei Medici alla Venere Capitolina.
Venere De Medici
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Laura, Giorgione, part. (Vienna, Kunsthistorsches
Museum)
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La trasposizione di un ritratto in un'immagine dalla valenza simbolica
fa parte delle costruzioni iconografiche rinascimentali, come si
può vedere nell'iconografia della "Laura" di Giorgione
(Vienna, Kunsthistorsches Museum), raffigurata con un cespuglio
di lauro sul fondo. Inoltre la mano posta sul petto è attributo
iconografico dell'"Amicizia" nella Iconografia del Ripa.