L’espansione dei Fenici in Sardegna comportò l’adozione da parte delle culture autoctone di alcune tecniche e modalità di cottura. Queste si affiancarono a quelle di produzione indigena. Oltre alle pentole con coperchio di varie forme e grandezza, per la cottura delle carni era previsto l’uso di calderoni bronzei, utilizzati in occasioni rituali, quali il banchetto aristocratico e l’uso di spiedi metallici.
Con l’avvento di Cartagine, nonostante il mutamento di alcuni usi e costumi relativi alla vita quotidiana, i sistemi di cottura acquisiti e l’uso di una certa strumentazione permangono.