Preistoria e prime civiltà

Conserve nella preistoria dell’Italia nord-occidentale

Abstract

In epoca protostorica il consumo di frutta secca - nocciole, noci, ghiande - da parte dell’uomo piemontese è ampiamente documentato. Dalle nocciole, in particolare, si ricavava una pasta, che conservata con il suo stesso olio, resterà a lungo nella tradizione culinaria piemontese anche nelle miscele di torte e sarà la base fondamentale – con l’arrivo del cacao – della gianduia.

Con la frutta che viene usualmente conservata con il miele, si producono anche le prime salse di mosto e le mostarde di frutta che precedono quella di senape.

La salsa salata di pesce ottenuta dalla lavorazione dell’agone o alosa marina e d’acqua dolce - documentata nel 575 a.C. a Castelletto del Ticino – perdurerà nella tradizione piemontese, divenendo ingrediente fondamentale della “bagna cauda”.

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Filippo Maria Gambari, Marica Venturino Gambari
Soprintendenza beni archeologici del Piemonte e Museo delle Antichità Egizie