Mondo Classico

Navi, navigazione e commercio nel Mondo Antico

Abstract

La prima testimonianza della realizzazione di imbarcazioni risale al Paleolitico Superiore, X-IX millennio a.C.; con il perfezionamento degli utensili in pietra, avvenuto nel Neolitico, l’uomo iniziò a costruire grandi imbarcazioni chiamate piroghe. Una piroga, rinvenuta a Bracciano e risalente al 6000 a.C., è ora in mostra presso il Museo Pigorini di Roma. Navi di legno furono costruite a partire dal Regno Antico, 2929-2150 a.C.; un noto esemplare è la nave del faraone Cheope, sepolta lungo il lato sud dell’omonima piramide. Inizialmente le navi non erano differenziate in relazione all’uso; a partire dalla fine dell’VIII sec.a.C. le navi da trasporto, in greco olkàdes e in latino onerariae, assunsero una forma tondeggiante e la vela quadra, mentre le navi da guerra, chiamate naves longae, presentavano una forma allungata, con la prua munita di rostro. Le navi onerarie trasportavano merci di ogni genere; nelle stive venivano depositati generi alimentari conservati nelle anfore, vasellame e opere d’arte. In età greco-romana si adoperarono navi diverse per tipo di merci; le vinariae, ad esempio, venivano utilizzate per il trasporto del vino, conservato in grandi vasi di terracotta, detti dolia. Le navi mercantili venivano costruite con una notevole capacità di carico; il requisito minimo richiesto dallo Stato romano era circa di 330 tonnellate. Per la stabilità della nave era importante la zavorra costituita da sabbia, da cui prende il nome, e da legumi. Plinio ci racconta nella Naturalis Historia che per il trasporto dell’obelisco, collocato nel Circo di Caligola, furono utilizzate come zavorra 800 tonnellate di lenticchie. Fra le varie specializzazioni non si conoscono navi utilizzate esclusivamente per il trasporto dei passeggeri, che si imbarcavano su navi mercantili o da guerra.

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Roberto Petriaggi
Istituto Centrale per il Restauro, Roma