Questo eccezionale disegno che emerge dall'indagine riflettografica può essere messo a confronto, prima di tutto, con il famoso studio del Louvre (inv. 3882) e, poi, con altri esempi della produzione grafica dell’Urbinate, in anni molto vicini alla Dama Borghese. Tutti questi fogli ci tramandano l'eccellenza di Raffaello, anche come "ottimo disegnatore" (Vasari, ed. Milanesi, p. 319). 
Malgrado la tecnica diversa (a penna e inchiostro il disegno del Louvre, a gessetto e carboncino gli altri tre fogli, qui posti a confronto) è evidente lo stesso penetrante studio sull'enigma del volto e delle diverse espressioni, logicamente rapportate a situazioni diverse e per personaggi diversi gli uni dagli altri. 

Uno studio attento e minuzioso, reso possibile da linee di contorno che rimarcano sicure i tratteggi paralleli e incrociati che " traducono", graficamente, volumi, colori, materiali. Si vedano in tale senso, per un confronto in successione, il disegno sottostante alla Dama, il disegno del Louvre e, poi, lo studio (1503 ca.) per la testa di S. Giacomo nella Incoronazione della Madonna (Pala degli Oddi), in Pinacoteca Vaticana (Londra, British Museum); il foglio delle Madonna del melograno (1504 ca) dell’Albertina di Vienna ( inv. 4879), lo studio per la Santa Caterina d'Alessandria (1507 ca) del Louvre (inv. 3871). 
In tutti questi quattro esempi grafici si nota un’identica marcatura dei particolari " più espressivi" e "più caratterizzanti" nei volti: occhi, nasi, labbra. 
Si tratta della stessa ricerca di penetrazione psicologica che, negli anni fiorentini, Raffaello veniva mettendo a punto (soprattutto nei ritratti; sollecitato dal confronto con le opere di Leonardo) e che ritroviamo, tutta intatta, anche nel disegno "celato" della Dama, sotto la prima stesura pittorica.

Per il disegno del secondo strato, contraddistino da un ductus alquanto superficiale, tortuoso e veloce, in ogni dettaglio, ma verificabile soprattutto negli spessori e nel movimento delle maniche nonché nell'incerta definizione delle mani, sembra di riconoscere, invece, lo stile grafico di Giovanni Antonio Sogliani.

Un confronto con alcuni disegni sicuramente di Sogliani (p.e. con la Giovane donna di tre quarti (S. Caterina?) di Torino, Biblioteca Reale, inv. 15606 D.C.; con la Figura maschile seduta con libro, Edinburgh, National Gallery of Scotland, inv. RSA 143) evidenzia assonanze stilistiche molto pronunciate.

Per questo è molto probabile che proprio all'eclettico allievo di Lorenzo di Credi si debba l'intervento sul secondo strato della Dama Borghese, corrispondente al completamento della bella ignota raffaellesca, con l'aggiunta di un cagnolino.