1483 In Urbino (6 aprile?), dal pittore Giovanni Santi (Giovanni di Santa di Pietro) e da Magia di Battista di Nicola Ciarla, nasce Raffaello.

Non è sicura la data d’inizio del lavoro di Raffaello bambino, artista precocissimo, nella bottega del Perugino, ma è probabile che tale evento sia maturato prima della morte del padre (1494).

Cresciuto ad Urbino, presso la corte dei Montefeltro, dove erano da poco passati Piero della Francesca, Leon Battista Alberti e Laurana, Raffaello aveva già lasciato nella casa paterna quella che è, unanimamente, considerata la prima prova del suo talento artistico: l'affresco raff. La Madonna con il Bambino.

1497 Collabora nella pala di Fano del Perugino (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche), dove è riferibile alla sua mano la figura della nutrice nel riquadro della predella raffigurante la Natività della Madonna.

1500 Il 10 dicembre, insieme ad Evangelista da Pian di Meleto riceve la committenza della Pala del Beato Nicola da Tolentino per la chiesa di S. Agostino a Città di Castello.

Nel documento d'incarico il diciassettenne Raffaello è già definito "magister" e precede il nome del più anziano collaboratore.

1501 Il 13 settembre è consegnata la pala suddetta (danneggiata da un terremoto nel 1789 e dispersa nei frammenti, sicuramente autografi, fra Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo -l'Angelo-, il Louvre, il Museo Capodimonte). In questa opera è ancora molto evidente l'influenza del Perugino. Hanno una datazione alquanto vicina altre opere, ugualmente caratterizzate da accentuato "peruginismo": La Madonna fra S.Girolamo e S.Francesco e La Madonna Solly di Berlino (Staatliche Museen Preussischer Kulturbesitz, Gemäldegalerie).

1501-02 Sono gli anni della Croce astile già Visconti Venosta e del S. Sebastiano di Bergamo (Accademia Carrara).

1502 Probabile data di esecuzione per lo Stendardo della Trinità (Città di Castello, Pinacoteca).

1502-03 Collabora con due cartonetti, sicuramente autografi, alla progettazione degli affreschi della Libreria Piccolomini a Siena, affidata, però, per contratto (29 giugno 1502) al solo Pinturicchio.

Dipinge nel 1503 ca. l'Incoronazione della Vergine, commissionatagli da Maddalena degli Oddi per la chiesa di S. Francesco a Perugia (oggi in Pinacoteca Vaticana).

1504 E’ l'anno in cui firma e data lo Sposalizio della Vergine (Milano, Brera), per la Cappella Albizzini (Cappella di S. Giuseppe) nella chiesa di S. Francesco a Città di Castello.

Tale opera chiude il periodo umbro di Raffaello. Il primo ottobre dello stesso anno la duchessa di Urbino, Giovanna Feltria, scrive al gonfaloniere Soderini, per raccomandargli "Raffaele pittore da Urbino, il quale avendo buono ingegno nel suo esercizio", vorrebbe trasferirsi a Firenze (dove, probabilmente era già stato, al seguito del Perugino o durante la collaborazione con il Pinturicchio).

Prima della partenza per Firenze, erano state, senz'altro ultimate le Tre Grazie (Chantilly, Musée Condé) e il Sogno del Cavaliere (Londra, National Gallery), di committenza Borghese.

Ma i rapporti con Urbino continuarono, anche dopo l'arrivo a Firenze. Infatti per Guidobaldo di Montefeltro esegue, rispettivamente negli anni 1504, 1505 e 1506, il S.Michele e il drago (Louvre) dalla straordinaria densità atmosferica, e due S. Giorgio con il drago (oggi al Louvre e alla National Gallery di Washington), influenzati dalla lezione di Leonardo.

Il S. Giorgio di Washington reca intorno alla gamba sinistra l'ordine della Giarrettiera (chiara allusione all'onorificenza che Enrico VII d'Inghilterra aveva attribuito a Guidobaldo da Montefeltro).

1504-1508 Periodo fiorentino.

Nella Firenze del primo decennio del Cinquecento, Raffaello si confronta con le novità realizzate soprattutto da Michelangelo e Leonardo, ma anche da Fra' Bartolomeo. L'artista negli anni fiorentini affronta e sviluppa il tema iconografico della Madonna con il Bambino (sia nei disegni che nei dipinti). Fra le opere principali, dedicate a questo tema, la Madonna Diotallevi (Berlino, Staatliche Museen), la Madonna del Granduca (Firenze, Pitti), la Madonna Connestabile (San Pietroburgo, Ermitage) la Madonna del Prato (Vienna, Kunsthistorisches Museum), la Madonna del cardellino (Firenze, Uffizi).

Nel 1506 completa, per San Fiorenzo dei Serviti, a Perugia, la Pala Ansidei (Londra, National Gallery) e, sempre nella stessa città, l'affresco della Trinità a San Severo.

Sempre al periodo fiorentino risalgono i ritratti di Agnolo e Maddalena Doni, la cosiddetta Gravida (Firenze, Pitti), nonché i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro e di Elisabetta Gonzaga (Uffizi) e la Dama con il liocorno della Galleria Borghese a Roma.

1507 E’ l'anno in cui viene firmato e datato uno dei capolavori più famosi di Raffaello: la grande tavola con il Trasporto di Cristo nel Sepolcro (Roma, Galleria Borghese) commissionata da Atalanta Baglioni per la chiesa di S. Francesco a Perugia (in ricordo dell’assassinio del proprio figlio Grifonetto).

Fine 1508 L'Urbinate si trasferisce a Roma, dove è nominato, per la prima volta, in un documento ufficiale il 13 gennaio dell’anno successivo (1509).

Tralasciando l'importante attività progettuale architettonica di Raffaello a Roma, con i disegni per la Basilica di S. Pietro in Vaticano e la costruzione, fra l'altro, della chiesa di S. Eligio degli Orefici e della Cappella Chigi a S. Maria del Popolo, e restringendo il campo alla sola attività di pittore, si ricorda, brevemente, quanto segue.

Dalla fine del 1508, probabilmente, è occupato nella realizzazione della decorazione delle Stanze di Papa Giulio II in Vaticano.

1511 E' terminata la Stanza della Segnatura; allo stesso anno risalgono l'affresco con il Trionfo di Galatea per la villa Farnesina di Agostino Chigi e la Madonna d'Alba (Washington, National Gallery).

1511-1514 Stanza di Eliodoro. Appartengono agli stessi anni la Madonna di Foligno (Roma, Pinacoteca Vaticana) e la Madonna Sistina (Dresda, Gemäldegalerie), eseguita per i monaci di San Sisto a Piacenza. Sempre in questo periodo (1512) è dipinto il Ritratto di Giulio II (Londra, National Gallery). Nel 1513 è dipinto ad affresco il Profeta Isaia (nella romana chiesa di S. Agostino), una figura evidentemente meditata sulle novità della michelangiolesca Sistina.

1514-1517 Stanza dell'Incendio di Borgo, con la presenza della bottega, cui si deve, poi, la realizzazione, su progetto del Maestro, della Stanza di Costantino, affrescata negli anni 1521-24 (dopo la morte di Raffaello).

Nel 1514 sono completate: la Sibilla a S. Maria della Pace e la S. Cecilia (Bologna, Pinacoteca Nazionale), commissionata da Elena Duglioli dall'Oglio per la chiesa bolognese di S. Giovanni in Monte. E' in questo periodo che Raffaello dipinge anche uno dei suoi più celebri ritratti: Baldassar Castiglione (Parigi, Louvre), datato 1514-15.

1515 Inizia la serie degli Arazzi per la Cappella Sistina, i cui cartoni si conservano a Londra (Victoria and Albert Museum).

1516 Con la prevalenza di Giovanni da Udine, Giulio Romano e G. Francesco Penni, eminenti esponenti della sua bottega "internazionale" (insieme soprattutto a Polidoro, Perin del Vaga, Berruguete e Machuca) esegue le grottesche, "all'antica", per la decorazione della stufetta del Cardinale Bibbiena nei Palazzi Vaticani, dove il modello di riferimento sono le pareti della "Domus Aurea" di Nerone.

1517 Sempre con la bottega lavora alla Loggetta del Cardinale Bibbiena, in Vaticano, e alla loggia di Psiche, alla Farnesina.

1519 Termina le Storie dell’Antico Testamento iniziate nel 1517, nelle logge dei Palazzi Vaticani, e la serie degli Arazzi; conclude il Ritratto di Papa Leone X fra i Cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi (Firenze, Uffizi).

1520 6 aprile, Raffaello muore, lasciando come ultima opera, nel suo studio romano, la Trasfigurazione, commissionatagli dal Cardinale Giulio de' Medici per la cattedrale di Narbona e dipinta in gara con la Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo.