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| Mentre appare, comunque, ancora evidente la lezione di Piero della Francesca (p.e. il duplice Ritratto di Battista Sforza e di Federico II di Montefeltro, Firenze, Uffizi) per la conciliazione fra le esigenze del ritratto ufficiale, ormai canonico, a mezzo busto, e la precisione lenticolare, quasi fiamminga, dei particolari (la catena con le gemme, il diadema, la fibbia della cintura), ma anche per l'assimilazione "simbolica" fra la perfezione dellovale appuntito del volto e la diafana perla del pendente. | ||
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