Mecenatismo: È questione di detrazioni fiscali
Al momento sono 56 su 1000 gli italiani che effettuano donazioni per il patrimonio culturale. Eppure sarebbero molti di più se potessero scaricare una quota superiore al 19 per cento, come avviene ora. Soprattutto gli uomini, che se potessero detrarre dalle tasse la metà della cifra erogata sarebbero disposti ad aumentarne considerevolmente l’entità: da un minimo di 33 a un massimo di 109 euro, circa il 50 per cento in più di quanto versano finora. È quanto emerge da un’indagine sul fenomeno delle donazioni oggi in Italia, realizzato dal ministero dei Beni culturali e dall’associazione Civita, che sarà presentato giovedì 3 dicembre nel corso del convegno “Donare si può. Gli Italiani e il mecenatismo culturale diffuso”, in programma a Palazzo Fontana di Trevi. La ricerca, effettuata su un campione di 1000 persone d’età compresa tra i 25 e i 64 anni, mostra come gli ambiti che attraggono maggiori risorse siano quelli dell’assistenza sociale e della ricerca medica, tuttavia nei in favore dell’arte e della cultura risulta donare una percentuale superiore rispetto a quanto privilegiano il settore ambientale (5,6 contro 5,1 per cento).
Un italiano su tre, inoltre, si dichiara disponibile a donare una somma di denaro in favore dei musei volendo contribuire alla conservazione del patrimonio artistico-culturale del Paese. Al momento, tuttavia, sono le imprese a costituire la maggioranza dei donatori (73,5 per cento) rispetto agli enti non commerciali (26,3 per cento) e alle persone fisiche, praticamente inesistenti (appena lo 0,2 per cento). Contrariamente a quanto accade negli Usa e in molti paesi europei, infatti, in Italia solo le imprese possono effettuare una piena deduzione delle somme erogate, contro il 19 per cento di detrazione dall’imposta lorda dei privati cittadini. Ma perché gli italiani donano? Secondo l’indagine, essenzialmente per ragioni “pro-sociali” ed etiche, ma anche per una certa sfiducia generalizzata nella gestione pubblica delle risorse. Condizioni essenziali risultano essere quindi la trasparenza riguardo la sorte dei soldi donati e il rafforzamento di quelle motivazioni, come il senso civico, che spingono al mecenatismo culturale, in caso attraverso una politica di sensibilizzazione che punti sull’amore per l’arte e per il patrimonio.
fonte dati: Il Velino