Disegno di legge: censire il patrimonio artistico italiano e affidarli in gestione

Catalogare tutte le opere minori che compongono il patrimonio artistico italiano e affidarne temporaneamente la gestione a enti - pubblici o privati - che dovranno farsi carico del loro decoro, pagare una sorta di "affitto" allo Stato e potranno creare degli utili. È il senso della proposta di legge presentata dal senatore Stefano De Lillo (Pdl), illustrata oggi in conferenza stampa a Palazzo Madama. Alla stesura del ddl ha contribuito l'architetto Pio Mizzau, presidente dell'associazione "AmoRoma". Lo spirito della proposta è condiviso anche da esponenti dell'opposizione come Roberto Di Giovan Paolo, del Partito democratico.

Tutto ruota intorno alla valorizzazione dei beni culturali "minori", quelli dimenticati e definiti dai proponenti siti "orfani". Lo Stato, che ovviamente ne resta proprietario, censisce le opere e le cataloga per avere un quadro completo della situazione. Poi una "Commissione per la redditività dei monumenti", creata ad hoc presso la presidenza del Consiglio dei ministri, stabilisce i criteri di ammissione per i soggetti interessati alla gestione del sito. In un secondo momento, quando la proposta verrà eventualmente vagliata dal ministero, si tratterà di stabilire delle gerarchie tra la Commissione e le Soprintendenze ai beni culturali.

Una volta che il soggetto interessato ha avuto il via libera ottiene la gestione del sito. I proventi derivanti da tale gestione vanno per il 40 per cento allo Stato quale "canone di utilizzo"; per un altro 40 per cento ai lavori di manutenzione e decoro del sito; per il restante 20 per cento al gestore, sottoforma di utili. Naturalmente la "gara" per assicurarsi la gestione di un bene è aperta anche a soggetti esteri, con l'idea di portare fuori dai confini nazionali l'interesse verso il patrimonio artistico italiano, aprendo alla possibilità di farsi pubblicità, sviluppare turismo e produrre una crescita di tutto l'indotto. All'inizio si dovrebbe partire con un progetto "pilota" in una regione.

È previsto che la copertura delle spese (nel disegno di legge è stimata in circa 400 milioni di euro) non comporti aggravi per le casse dello Stato. I fondi dovrebbero arrivare da una corrispondente riduzione dello stanziamento "del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2009-2011, nell'ambito del programma 'Fondi di riserva e speciali' delle misure 'Fondi da ripartire'". "La ricchezza dell'Italia sia motivo di reddito e automaticamente di promozione culturale e turistica, soprattutto all'estero" ha spiegato il senatore De Lillo. "Su questo - ha aggiunto - cerchiamo una condivisione ampia, perché è un terreno comune su cui tutte le forze devono impegnarsi".

fonte dati: Il Velino Cultura





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