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Restauri: Trovati spazi per l'Iscr, ma pesa l'incognita sfratto
Si avvia verso un esito positivo la vicenda dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, sulla cui sede pende lo sfratto esecutivo disposto dall’ordine dei Frati minimi. Sono infatti stati individuati gli spazi in cui si trasferiranno i laboratori scientifici che al momento si trovano nella sede di piazza San Francesco di Paola in cui l’Iscr si trova dal 1939, anno della sua fondazione. Si tratta dell’ala del complesso del San Michele che affaccia su Porta Portese e che al momento ospita gli uffici della direzione regionale del Lazio. Uffici che a loro volta saranno costretti a traslocare nell’area dietro al salone delle Navi, inizialmente prevista per l’Istituto ma troppo piccola per ospitare la strumentazione tecnica. Dopo oltre un quarto di secolo, insomma, si riunifica l’Istituto del restauro, smembrato nell’84 fra il rione Monti e Trastevere. “Siamo soddisfatti perché è l’area che avevamo chiesto noi fin dall’inizio della vicenda - afferma al VELINO la direttrice Gisella Capponi - e dove era previsto che ci trasferissimo fin dal 1986, tanto che era perfino stato previsto un finanziamento ad hoc”.
Almeno nei primi tempi i restauratori dovranno tuttavia stringersi: l’ex carcere femminile, altra area individuata per l’Iscr, al momento è in ristrutturazione e non sarà pronta prima di tre anni. Alla fine dei lavori, però, lo spazio disponibile ricalcherà più o meno quello attuale (8.600 mq contro i novemila odierni). A pesare sul buon esito della vicenda resta comunque l’incognita dei tempi tecnici necessari al trasloco, che non sono compatibili con quelli fissati dallo sfratto esecutivo. La proroga concessa dall’ufficiale giudiziario a fine febbraio scade infatti il 25 marzo ma non potrà essere rispettata. “Tutte le ditte che ho interpellato hanno chiesto almeno 50 gironi per trasportare tutta la strumentazione nella nuova sede e quindi sicuramente dovremo sforare - spiega Capponi -. Prima dell’estate dovremmo comunque aver risolto. L’unica speranza è che i frati ci lascino andare via come si conviene a vecchia e prestigiosa struttura quale siamo senza metterci lucchetti o sigilli alle porte”. Un ritardo che però non viene accolto favorevolmente dalla proprietà, che teme “manovre dilatorie”. “Nonostante un’ordinanza del Tribunale di Roma ingiungesse al ministero di sgomberare alla data del 31 gennaio 2009, a oggi dobbiamo constatare che l’amministrazione non solo non ha ancora ottemperato all’ordine giudiziale ma sembra quasi pretendere l’assegnazione di un ulteriore abbondante termine, per effettuare un trasloco che poteva e doveva essere ampiamente previsto ed organizzato - dice l’avvocato dei Frati Minimi, Giovanni Fanigliulo -. Da troppi anni si parla di ricollocazione dell’Istituto presso la sede di San Michele a Ripa e quindi è legittimo il sospetto che si vogliano porre in essere manovre dilatorie per ritardare senza alcun limite l’esecuzione dell’ordine del Tribunale”.
Intanto le operazioni di trasferimento, oltre al tempo, richiederanno anche un ingente impegno economico. La cifra per spostare i laboratori a Trastevere si aggira sui 200 mila euro e 18 mila se ne andranno solo per disattivare, smontare, trasferire e rimontare il delicatissimo microscopio elettronico a scansione, che consente di individuare la successione degli strati di un’opera d’arte e realizzare, attraverso una sonda, una mappa delle componenti. La decisione è dunque di rimontare subito le attrezzature trasferite in modo da ridurre al minimo i rischi di danneggiamento e di evitare di tenere troppo tempo inattive quelle più obsolete. Intanto, in attesa di partire col trasloco, i lavori nei laboratori scientifici procedono a tappe forzate per concludere il maggior numero di interventi possibile. Fra questi, anche due su opere dall’Aquila: il “Transito di san Giuseppe” e i frammenti della la tela che si trovava all’incrocio tra la navata e il transetto del Duomo. Non si ferma intanto la mobilitazione del mondo della cultura. Dopo il successo, anche in termini di comunicazione, della lettera aperta inviata al Capo dello Stato dal restauratore Mario Micheli, che ha raggiunto quattromila adesioni (metà delle quali dall’estero, fra cui anche quella di Philippe de Montebello, direttore trentennale del Metropolitan di New York), venerdì prossimo è prevista infatti una manifestazione all’Accademia di San Luca a sostegno dell’Istituto.
fonte dati: Il Velino Cultura