Unesco, celebrata “Giornata mondiale della diversità culturale”

“La cultura è premessa per la pace e la pace a sua volta rappresenta la premessa indispensabile della crescita economica, sociale e umana”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, nel discorso con cui ha aperto oggi a Roma, nella sede del Mibac, il convegno con cui viene celebrata la “Giornata mondiale Unesco della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo”. Un evento che ha riunito alti rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali ed esponenti della società civile. Durante il convegno è stato approfondito il ruolo dell’Italia nello sviluppo e nell’attuazione della “Convenzione per la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali” approvata dall’Unesco nel 2005 e ratificata dal nostro Paese nel 2007. Una Convenzione innovativa e lungimirante che per la prima volta riconosce ai prodotti delle industrie culturali uno status specifico che li caratterizza nella duplice valenza di espressioni della cultura e opportunità di sviluppo economico, locale e sostenibile.

“Il tema della diversità culturale è un tema che tocca tutti gli aspetti sociali, economici, culturali legati alla conservazione della pace e al miglioramento della nostra società”, ha rilevato Bondi il quale ha poi citato le parole di Koichiro Matsuura, direttore generale dell’Unesco: “La diversità culturale non si decreta: si osserva e si pratica”. Il ministro ha poi ricordato come senza confronto non ci possa essere pace. “Per questo la promozione della nostra cultura, del nostro made in Italy nel mondo – ha aggiunto - così come le occasioni di dialogo con le altre culture, assumono un’importanza prioritaria soprattutto nei tempi in cui viviamo”. Bondi ha quindi qualificato come “modello di pace” e “punto di riferimento importante” l’Europa della diversità e del dialogo. “Gli stati europei, che sono impegnati con le loro politiche nazionali per promuovere il dialogo interculturale al loro interno – ha dichiarato il ministro -, possono infatti contare sul buon modello di cooperazione rappresentato dal funzionamento stesso della comunità degli stati membri”.

Bondi, dopo aver sottolineato il decisivo ruolo giocato dal ministero per gli Affari esteri nella valorizzazione, promozione e protezione in tutto il mondo del ricchissimo patrimonio culturale italiano, ha rimarcato l’interesse del Mibac per lavorare congiuntamente con il maggior numero di attori istituzionali, con il mondo scientifico e con i molti rappresentanti della società civile organizzata che contribuiscono quotidianamente alle condizioni di pacifica convivenza e confronto. Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, ha invece ricordato i due ravvicinati appuntamenti che vedranno protagonista il nostro paese: il primo, a settembre, quando la Villa Reale di Monza ospiterà il “Forum Unesco per la Cultura e le Industrie Culturali”; l’altro a ottobre, quando verrà eletto il nuovo segretario generale Unesco che rileverà Matsuura: una scelta alla quale l’Italia fornirà il proprio importante contributo.

Il ministro plenipotenziario Vincenza Lomonaco, vicedirettore generale per la promozione e cooperazione culturale del ministero degli Affari esteri, ha spiegato nel corso del suo intervento come la “Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo” esprima la volontà dell’Unesco di contribuire alla costruzione di un mondo “condiviso”, dove “il progresso umano è legato non solamente alla crescita economica ma anche alla piena realizzazione degli individui e dei gruppi sociali”. E in un mondo come quello attuale dove la circolazione di informazioni e merci è immediata e fa sì che non esistano più confini geografici ma solo confini naturali, “questa giornata ci ricorda che la cultura è portatrice di identità, di valori e di senso, che tutte le culture hanno pari dignità e che la preservazione della diversità richiede la nostra attenzione e il nostro impegno”.

Lomonaco ha quindi sottolineato come l’Italia, nell’ambito del rispetto delle diversità, rivesta un ruolo primario dal momento che la storia del nostro Paese “può essere concepita come la risultante di un lungo processo di unificazione che, inglobando in unico corpo una pluralità di tradizioni regionali e locali, ha dato vita ai prodotti del made in Italy internazionalmente riconosciuti come dotati di un valore intrinseco ed universale”. In questo discorso rientra anche la tutela della lingua. “Preservare la lingua italiana – ha spiegato Lomonaco – significa mantenere in vita le tradizioni, ispirare conoscenza e rispetto per il passato e collegare le comunità al di là delle frontiere e del tempo”. A tale scopo, ha ricordato il ministro plenipotenziario, “il ministro Frattini ha avanzato in sede Unesco la proposta di iscrivere la lingua italiana nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità”.

Fonte dati: IL VELINO CULTURA



Eventi programmati:

Giornata Mondiale UNESCO per la diversità culturale
Il 21 maggio 2009 si celebra la Giornata Mondiale UNESCO della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo. In occasione delle celebrazioni del 2008, il Direttore Generale ...




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