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Musei: La ricetta per la ripresa? Orari prolungati e gratuità
Ingressi gratis e orari di chiusura prolungati dalle 19 alle 23 ogni ultimo martedì del mese, così da consentire anche a chi lavora di poter dedicare il proprio tempo libero alla visita dei musei. Senza dover attendere il fine settimana e, soprattutto, senza dover incidere sul bilancio familiare. Sono i due pilastri su cui si basa la campagna allo studio del ministero dei Beni culturali per rilanciare le presenze nel sistema museale italiano. La tendenza nell’ultimo anno, probabilmente anche a causa della minore disponibilità economica dovuta alla crisi, è stata negativa, con un calo del 2,19 rispetto al 2008. Eppure a guardare i parziali, la flessione è stata contenuta rispetto all’inizio catastrofico e alla ripresa successiva (-12,5 per cento tra gennaio e marzo, poi contenuto -3,9 nel primo semestre). Un calo limitato grazie alla buona performance nel secondo semestre, dove spicca l’ottimo risultato di dicembre, in concomitanze delle festività natalizie (visitatori a +8,5 per cento, introiti lordi a + 15,5 per cento). Un dato incoraggiante confermato anche dal parziale di gennaio 2010, con presenze e ricavi in crescita fra il dieci e il dodici per cento.
Segno, secondo il dg per la Valorizzazione, Mario Resca, che i margini di miglioramento ci sono, e che “tutto sta a saperli comunicare alla gente” e alla realizzazione di eventi ad hoc, come quello per il fine settimana di san Valentino, con biglietti a metà prezzo per le coppie. Meno mostre, quindi, ma di maggiore qualità e soprattutto niente più esposizioni-monstre con centinaia di opere, la cui movimentazione costa molto e non sempre incide sul successo dell’evento. La “ricetta” del Mibac dovrà trovare il consenso dei sindacati per quanto concerne l’estensione della chiusura dei musei, ma è innegabile che proprio la flessibilità di orari e la gratuità degli ingressi sono gli strumenti con cui è più facile far aumentare le presenze. Senza che questo porti necessariamente a una riduzione degli introiti, perché le mancate entrate dallo sbigliettamento potrebbero essere compensate dall’aumento dei ricavi attraverso i servizi aggiuntivi. Oltre, ovviamente, ai riflessi positivi per tutto l’indotto che ruota attorno alla filiera della cultura.
fonte dati: Il Velino Cultura