Nel quadro delle importanti relazioni bilaterali, la cultura rappresenta un settore di grande collaborazione tra Italia ed Egitto. Il 2009 e’ stato l’Anno Italo-Egiziano della Cultura, della Scienza e della Tecnologia e la nostra ambasciata al Cairo ha organizzato centinaia di eventi culturali mostre, esposizioni, concerti, convegni, seminari, rappresentazioni teatrali, tutte all’insegna della promozione del prodotto italiano culturale in Egitto. Anche il 2010 si è aperto all’insegna del primato culturale del nostro Paese in Egitto. Il 26 gennaio scorso, alla presenza di un numeroso pubblico di appassionati e della stampa locale è stata inaugurata la mostra scientifico-letteraria “Ippolito Rosellini e gli inizi dell'Egittologia”, ospitata nella prestigiosa sede del Museo Egizio del Cairo. L’esposizione, curata dalle docenti Marilina Betrò (università di Pisa) e Rosanna Pirelli (Orientale-Napoli), resterà allestita fino a marzo ed è nata su iniziativa dell'ambasciata d'Italia e della Biblioteca Universitaria di Pisa. L'obiettivo principale della mostra è quello di presentare al pubblico la straordinaria opera di Ippolito Rosellini, figura cardine dell'egittologia mondiale al pari dello Champollion, ma tuttavia meno conosciuto del collega transalpino con cui guidò la celebre spedizione franco-toscana in Egitto del 1828-29.
Il 29 gennaio, dopo l'inaugurazione ufficiale della manifestazione da parte del presidente egiziano Mubarak e del ministro della Cultura Farouk Hosni, l'ambasciatore d'Italia, Claudio Pacifico ha aperto il padiglione italiano alla Fiera Internazionale del Libro del Cairo, principale appuntamento culturale dell'Egitto e punto di riferimento culturale per tutto il mondo arabo. Per giudizio unanime, riportato anche dagli organi di stampa, il padiglione italiano e gli spazi annessi (oltre 500mq) sono stati considerati i più belli e ricchi di contenuti della Fiera. Lo stesso presidente Mubarak, nel corso della cerimonia d'apertura, ha notato ed apprezzato il grande livello della partecipazione italiana. Dalla storia alla letteratura, dall'arte agli studi orientalisti ed egittologici, dal teatro alla religione, oltre 70 tra espositori e case editrici hanno reso il padiglione italiano uno dei principali spazi espositivi della Fiera. Molti gli avvenimenti che hanno costellato la nostra presenza fieristica. Fra essi un rilievo speciale ha assunto la presentazione della riedizione anastatica dell’importante libro “Gli italiani nella civiltà egiziana del XIX secolo”, promossa dall'ambasciata e dall'Istituto di cultura. Il volume, scritto da L.A. Balboni e pubblicato ad Alessandria nel 1906, contribuisce a spiegare le ragioni e a illustrare le premesse storiche del particolarissimo legame che unisce l'Italia all'Egitto. L'opera originale del Balboni è oggi praticamente introvabile, anche nelle grandi biblioteche, università e istituzioni culturali, sia in Italia che in Egitto. A fianco della ristampa, l’ambasciata ha inoltre promosso uno spazio particolare per la diffusione della monumentale opera di Michele Amari sugli Arabi in Sicilia, tradotta e pubblicata in arabo a cura dell'Istituto di cultura.
Nel quadro delle attività promosse per la promozione della lingua e della cultuale italiana in Egitto, tenuto conto del forte interesse registrato verso il nostro Paese, è nata l'idea di procedere alla donazione del patrimonio librario in mostra, oltre 2000 volumi, agli studenti egiziani. Il 4 febbraio l’ambasciatore Pacifico ha quindi donato l'intera collezione italiana in mostra alla Fiera Internazionale del Libro del Cairo ad Hany Helal, ministro dell'Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica. L’omaggio è un ulteriore segnale di attenzione del governo italiano verso il popolo egiziano, in particolare verso le migliaia di studenti di italiano delle università locali. Grazie alla donazione, gli studenti egiziani potranno beneficiare di un importante patrimonio di libri di altissima qualità - editi da ministeri, enti istituzionali, accademie e istituti specialistici – che permetterà loro di approfondire ulteriormente la conoscenza della lingua e della cultura italiana.
“La donazione riveste sicuramente una importanza notevole, sia dal punto di vista simbolico che fattuale”, dichiara al VELINO l’ambasciatore Pacifico che spiega: “Innanzitutto, perché conferma la speciale attenzione riservata all’Egitto ed al popolo egiziano da parte italiana e che è qui tanto apprezzata. Stampa e televisioni non hanno mancato di rilevare l’importanza simbolica della donazione riservandoci grandissime attestazioni di stima , ammirazione e simpatia che sono peraltro state rivolte direttamente anche a me e ai miei collaboratori sia dalle autorità sia da moltissimi studenti. È anche grazie a gesti come questo che l’Italia ha saputo affermarsi negli ultimi anni come il primo partner non solo economico e politico, ma anche culturale dell’Egitto”. Quella tra i due paesi è una delle collaborazioni culturali più antiche al mondo. “Volendo circoscrivere alla storia più recente dell’‘800-‘900 – osserva Pacifico -, ricordo, solo per citare alcuni esempi, le straordinarie figure di Antonio Beato, primo fotografo ad immortalare l’Egitto dei Faraoni, Ippolito Rosellini, Giovanni Battista Belzoni, avventuriero e scopritore di tombe, Ernesto Schiapparelli, mitico direttore del Museo Egizio di Torino. Si tratta di personaggi che, grazie alla loro fondamentale opera, contribuirono in maniera sostanziale non solo alla riscoperta, ma anche al recupero ed alla comprensione dell'immenso patrimonio culturale egiziano. Inoltre è celebre la stima e la ammirazione dei regnanti egiziani per il nostro Paese. Ragione per cui moltissimi degli straordinari palazzi che popolano la Cairo Khediviale sono stati realizzati da architetti italiani, e spiega il perché al Cairo sorgesse una replica esatta del Teatro alla Scala di Milano”.
Ma quella tra Italia ed Egitto è una collaborazione viva, che si nutre del passato senza per questo limitarsi a un semplice ricordo. E numerose iniziative sono in cantiere anche nei prossimi mesi. “Grazie al rapporto di collaborazione che siamo riusciti ad instaurare con il ministro Helal – dichiara Pacifico -, saranno presto attivate, presso tutte le università egiziane, lettorati di italiano. Mi sembra uno straordinario risultato, che risponde anche immediatamente alla continua ‘domanda di Italia’ che ho riscontrato sin dal mio arrivo qui in Egitto”. Continuano, inoltre, le attività culturali, grazie all’azione sinergica di tre uffici direttamente coordinati dall’ambasciata: Istituto italiano di cultura, Centro archeologico, Ufficio dell’Addetto Scientifico. “Primo esempio concreto – spiega Pacifico - è stato lo straordinario successo del doppio concerto al Cairo ed Alessandria de ‘I Solisti Veneti’. In questi giorni, come coda conclusiva dell'Anno Italo-Egiziano della Scienza abbiamo inoltre inaugurato la mostra scientifico- archeologica ‘Abu Simbel: il salvataggio dei templi; l'uomo e la tecnologia’. La mostra ripercorre la storia del decisivo contributo italiano al salvataggio dei monumenti nubiani a rischio di scomparsa in seguito alla costruzione della Grande Diga di Assuan e del conseguente aumento del livello delle acque del Nilo. L'impresa fu preceduta da delicate operazioni di studio, ingegneria civile e restauro nelle quali gli italiani si distinsero in maniera significativa, tanto che, nel 2009, nel corso degli eventi commemorativi del cinquantesimo anniversario, Egitto e Sudan hanno reso omaggio ai nostri connazionali che vi parteciparono”.
fonte dati: Il Velino Cultura