Terremoto Abruzzo: arriva dalle Marche una task force dei salvatori dell'arte

L'ultima esercitazione l'avevano fatta il 14 marzo a Urbino, simulando il salvataggio di opere d'arte dal Palazzo Ducale in fiamme. Ora, il Gruppo di Protezione civile dei beni culturali dei volontari di Legambiente Marche si prepara a portare in salvo tutto quello che il devastante terremoto dell'Aquila non ha polverizzato: quadri, sculture policrome lignee, manoscritti e volumi dell'Archivio storico, semisepolti dal crollo parziale del tetto. Milko Morichetti, 39 anni, restauratore di Mogliano (Macerata) e responsabile del coordinamento marchigiano, ha gia' fatto un paio di sopralluoghi per il rilevamento dei danni nel centro storico aquilano, insieme ad altri due coordinatori. Lavorera' presso il Coordinamento dei beni culturali nel Com, sotto la direzione della Soprintendenza ai monumenti dell'Aquila, e in convenzione con la Regione Marche, il Dipartimento di protezione civile e il ministero dei Beni culturali. Una formula sperimentata con successo nel terremoto delle Marche del 1997, in quello in Molise del 2002, e nell'alluvione del basso Piemonte. Quaranta i tecnici in grado di raggiungere l'Abruzzo in poche ore.

PRIMA I SOCCORSI DALLE PERSONE
''In questo momento pero' - spiega Morichetti - la priorita' e' il soccorso alle persone. Ogni nostra squadra opera insieme ai vigili del fuoco, gli unici ad avere accesso agli edifici pericolanti. Con tante persone sotto le macerie e le scosse che continuano, aspetteremo il momento opportuno, senza intralciare viabilita' e soccorsi''.

LE SQUADRE DI RECUPERO BENI MOBILI
Ognuna e' composta da dieci unita': il caposquadra, un restauratore, due schedatori, un fotografo, due imballatori, due trasportatori (i ''facchini dell'arte'') e un autista. Eta' media 30 anni, almeno un corso di formazione alle spalle sul sistema di protezione civile dei beni culturali, la catalogazione, le tecniche artistiche, le pratiche di imballo di oggetti fragili. ''Anche solo saper camminare in uno scenario devastato senza provocare danni ulteriori o farsi male e' una tecnica che non si improvvisa'' sottolinea Morichetti.

I MAGAZZINI
Dipinti e sculture vengono spostati da chiese e palazzi sventrati dal terremoto solo dopo aver individuato un deposito temporaneo sicuro, che possa resistere cioe' a nuove scosse e ad eventuali incursioni di ladri e sciacalli. ''L'ideale - spiega il caposquadra - sarebbe trovare subito un posto come il deposito attrezzato in cui a Fabriano, alcuni mesi dopo il sisma del '97, vennero ricoverate le opere d'arte scampate alla distruzione. Un luogo che sia al piu' presto fruibile dalla popolazione, per non deprivarla troppo a lungo della sua identita' culturale, in attesa della ricostruzione''. Cosa salvare prima? ''E' presto per ipotizzare un piano di intervento - risponde Morichetti - anche perche' la documentazione del patrimonio culturale aquilano si trova nell'edificio della Soprintendenza, dove un'ala e' crollata''.

(fonte dati: ANSA)





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