Pubblicato il 01 marzo 2012
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Itinerario guidato – con ascolti, video e interventi dal vivo – sul ruolo della donna nella canzone napoletana. Viaggio dentro e fuori gli stereotipi legati alle figure femminili della canzone napoletana. Da come deve essere la fanciulla da marito fino alla malafemmina in tutte le sue declinazioni, per giungere finalmente alla figura che sembra motore segreto di tante canzoni drammatiche: la mamma. Con un occhio a canzoni che sembrano ‘al femminile’ ma ribadiscono ipocritamente stereotipi assolutamente maschili. L’unico spazio di autonomia femminile, nella canzone napoletana d’altri tempi, pare trovarsi nei modi di interpretare queste canzoni: e allora molte cantanti sembrano scegliere uno stile di canto drammatico e aggressivo, potente e talvolta simile a un grido, che possa travalicare i contenuti stessi dei testi e diventare unica possibilità di riappropriarsi della propria identità di genere. A cura di Anita Pesce. Interventi musicali di Cristina Vetrone (voce e organetto). Ingresso libero e gratuito sino a esaurimento posti disponibili Redattore: NICOLETTA ANDREOZZI
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Roma, Biblioteca Casanatense - Salone Monumentale Città: Roma Indirizzo: Via S.Ignazio Provincia: (RM) Regione: Lazio Telefono: 06/6976031 Fax: 06/69920254 E-mail: irtem@mclink.it casanatense@biblioroma.sbn.it Sito web: http://www.casanatense.it |
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Mia cara Madre. La donna nella canzone napoletana
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