Pompei - Arriva il commissario europeo. Obiettivo: sbloccare 105 mln
iniziativa
Mercoledì prossimo il commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn visiterà Pompei. Il “ministro” della Ue arriverà nel sito flegreo per constatare la situazione e decidere sul finanziamento di 105 milioni a disposizione di Bruxelles. Ieri dal ministero dei Beni culturali è stato spedito l’incartamento contenente i progetti del governo italiano sull’area archeologica. Innanzitutto il cosiddetto “Progetto Pompei”, firmato nei giorni scorsi fra i ministri dei Beni culturali, Giancarlo Galan, e delle Politiche regionali, Raffaele Fitto. Nella serie di documenti trasmessi, tuttavia, è contenuta anche la convenzione stipulata con Invitalia per il supporto alla rendicontazione delle spese, richiesto dall’Europa. Del dossier fa inoltre parte anche la serie di progetti in programma sulle domus, con la relativa metodologia di intervento. “Il commissario Hahn verrà per rendersi conto della situazione ma se non ci fosse l’intenzione a erogare il finanziamento, non verrebbe nemmeno - afferma al VELINO il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari -. Noi, da parte nostra, abbiamo creato tutte le condizioni necessarie per lo sblocco dei fondi, a dimostrazione che su Pompei il governo fa sul serio e ha già invertito la tendenza. Per ora stiamo intervenendo sulla messa in sicurezza idrogeologica”. Allo stato attuale sono 39 i progetti già in corso a Pompei. Sulla base di questi interventi, Bruxelles sarà chiamata a decidere se aprire o meno una linea di credito nei confronti dell’Italia. Un aiuto dovrebbe arrivare anche dalla dimostrazione di "buona volontà" dimostrata dalle 25 assunzioni fra architetti, archeologi e amministrativi decise nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri per ovviare alla carenza di personale (180 in tutto quelle che riguarderanno il Collegio romano).
Dopo l’aiuto che verrà da Bruxelles, la speranza è affidata anche all’intesa che il 28 e 29 novembre sarà firmata a Parigi fra l’Unesco e il Mibac. Un grande appello internazionale per chiedere la disponibilità a salvare uno dei siti più importanti dell’umanità. Perché, argomenta Villari, "serve una grande operazione a livello sovranazionale e non si può parlare di Pompei solo quando crolla qualche domus". In quella sede, alla quale dovrebbe partecipare anche il ministro Galan, ci sarà anche un nuovo incontro fra i vertici del Collegio romano e oò consorzio di oltre duemila aziende francesi riunite attorno all’Epad (Etablissement public pour l'aménagement de La Défense), disponibili a mettere sul piatto 200 milioni per dieci anni. La condizione posta, però, è una serie di interventi all’esterno del sito. Soluzione alla quale dovrebbe provvedere un intervento ad hoc dell’Unione industriali napoletani, che si farebbe carico dei lavori dal punto di vista economico.
fonte dati: Il Velino Cultura
Redattore: RENZO DE SIMONE