Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

Urbani alle Associazioni ambientaliste: non sono affatto modificate le competenze del ministero in materia di tutela del patrimonio storico-artistico

comunicato

Pubblicato il 18 dicembre 2009

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Il Ministro Urbani risponde alle associazioni ambientaliste sul presunto indebolimento della tutela dei beni culturali derivante dall’istituzione della Patrimonio Italia S.p.A. per la vendita dei beni pubblici immobiliari.
Il Ministro ribadisce che le competenze del Ministero in materia di tutela del patrimonio storico-artistico non sono affatto modificate.
Infatti, nel decreto-legge n. 63 del 2002, proprio su sua espressa richiesta, sono state inserite alcune norme che subordinano il trasferimento dei beni di particolare valore artistico e storico all’intesa con il Ministero.
In ogni caso i beni trasferiti rimangono vincolati, cioè non possono subire alcuna modifica senza autorizzazioni.
L’istituzione della Società, che ha tra le sue principali finalità una migliore gestione economica del patrimonio immobiliare pubblico, non modifica in alcun modo – né potrebbe ovviamente farlo – i principi costituzionali e le leggi che regolano l’alienazione dei beni immobili di pregio culturale, vincolandone l’eventuale vendita alle valutazioni ed alle conseguenti determinazioni del Ministro.
Appare del tutto ridicolo e frutto di ipotesi fantasiose, immaginare che possano essere alienati beni che costituiscono il patrimonio culturale non solo dell’Italia, ma del mondo intero, ed il cui valore è inestimabile.
Il Ministro conferma anche che, nell’ambito della valutazione d’impatto ambientale sulle grandi opere previste in attuazione della “legge obiettivo”, il ruolo del Ministero non è stato sostanzialmente modificato.
Infatti è comunque garantita la partecipazione del Ministero al procedimento di compatibilità ambientale sul progetto preliminare, nonché l’eventualità di rimettere la questione al Consiglio dei Ministri in caso di dissenso. Il Ministero continuerà quindi a vigilare attraverso i propri uffici per il rispetto delle prescrizioni di compatibilità paesaggistica nella realizzazione delle opere.

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