Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

I due Imperi l' Aquila e il Dragone

Pubblicato il 18 novembre 2010

I due imperi l' aquila e il dragone
I due imperi l' aquila e il dragone
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La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma inaugura la seconda sezione della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone a Palazzo Venezia, prestigiosa sede della Soprintendenza per il patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma. Qui, più di 400 capolavori italiani e cinesi ricostruiscono le tappe e i momenti salienti del sorgere e dello sviluppo dei due imperi mettendo in luce aspetti della vita quotidiana, della società, del culto e dell’economia.
È questa la prima volta in cui i due più importanti imperi della storia - quello romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II secolo a.C. al IV secolo d.C. – vengono messi a confronto.


Risultato della cooperazione pluriennale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese, questo progetto rappresenta un tassello importante di una positiva collaborazione tra le due Amministrazioni sottolineata anche dall’Anno Culturale della Cina cominciato lo scorso mese di ottobre. L’accordo stipulato tra i due paesi prevede l’istituzione di un partenariato pluriennale attraverso un rapporto strutturato, che darà un forte impulso allo scambio di mostre e collezioni museali, all’organizzazione e coproduzione di progetti espositivi. Aspetto nodale della collaborazione sarà la partecipazione attiva del MiBAC al progetto di musealizzazione del nuovo Museo Nazionale della Cina di Piazza Tien nan men, che dopo un lungo ed importante intervento di restauro riaprirà i battenti la prossima primavera (192.000 mq espositivi – uno dei più grandi musei al mondo). Una collaborazione esclusiva che prevede la realizzazione di un museo statale della cultura italiana - una vetrina delle civiltà e delle testimonianze storico artistiche che si sono sviluppate nel territorio della penisola italiana. Allo stesso modo, in spirito di reciprocità, l’Italia offre un prestigioso spazio espositivo nelle Sale Monumentali del Palazzo di Venezia, al fine di ospitare un museo statale della cultura cinese.

La mostra ospitata da Palazzo Venezia, nella sezione romana si concentra su alcuni elementi costitutivi e strutturali dell’impero. Come documentano gli esemplari esposti, un importante veicolo di trasmissione dell’ideologia e della politica, prima repubblicana e poi imperiale, era costituito dalle immagini e dalle iscrizioni riprodotte sulle monete. Ad una religiosità dai tratti fortemente conservatori, ma nel suo politeismo costantemente aperta ad apporti esterni, rinviano alcune delle sculture presenti in mostra come la Venere Pudica del Man di Napoli. Particolarmente ricca la sezione con affreschi come Atena, Pegaso e Bellorofonte da Pompei, e le pitture parietali provenienti da Boscoreale. A testimonianza della vita quotidiana il bell’emblema musivo con pesci dal Museo Nazionale Romano e il mosaico con busto di atleta dai Musei Capitolini che ben illustra gli svaghi del tempo libero.
Nella sezione delle opere cinesi, la mostra presenta al pubblico una selezione dei tesori più preziosi della millenaria storia della civiltà cinese, alcuni dei quali giungono in Occidente per la prima volta. Prestiti straordinari, di grande valore storico e artistico provengono da 61 tra i più importanti Musei, Istituti di Archeologia e Amministrazioni locali di Beni Culturali di ben diciannove province e città della Repubblica Popolare Cinese. Uno sforzo pensato e voluto dalla Cina (lo State Administration of Cultural Heritage of China, equivale al nostro Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha organizzato la parte italiana della mostra) per consentire ai visitatori di ammirare, accostate per la prima volta in un’unica mostra di un livello così elevato, le opere più importanti e significative di due grandi civiltà del passato - quella romana e quella cinese.
Il periodo considerato va dal 221 a.C., anno della fondazione dell’impero da parte della dinastia Qin (221-206 a.C.) alla fine della dinastia Han Orientale, avvenuta nel 220 d.C.: quattro secoli e mezzo di storia durante i quali furono posti i fondamenti di un impero che sviluppò una raffinata cultura e una capillare ed efficiente struttura burocratico-amministrativa che, pur nell’avvicendarsi delle varie dinastie, perdurarono sino al ventesimo secolo.
Accanto a manufatti della cultura materiale, a Palazzo Venezia vengono presentate splendide giade, lacche, sete, ori, bronzi, terrecotte. Eccezionali per la qualità e il colore della giada impiegata sono l’imponente sarcofago di legno, lacca e giada (280 cm, per 110 e 108 di altezza) appartenuto a un sovrano dell’antico regno di Chu, rinvenuto a Shizishan nella provincia del Jiangsu (II-I secolo a.C.), e la veste funeraria del re Jian di Zhongshan, rinvenuta a Beizhang nella provincia dello Hebei (I secolo d.C.), costituita da migliaia di piastre di varie dimensioni e diversi spessori cucite insieme con filo d’oro. A quel tempo si riteneva che la giada preservasse la salma dalla decomposizione, consentendo di raggiungere l’immortalità.
Di grande interesse sono anche alcuni drappi funerari di seta, uno dei quali di inestimabile valore (ne esiste solo un altro simile e nessuno dei due era mai uscito, fino ad ora, dalla Cina). Posto sul sarcofago del figlio del marchese di Dai (II secolo a.C.), il drappo descrive il viaggio dell’anima del defunto verso il Cielo. Colpiscono le dimensioni di queste delicato manufatto a forma di “T” (235 cm circa per 141), la bellezza delle immagini, la straordinaria ricchezza e complessità dei motivi iconografici. Di eccezionale valore è anche il cosiddetto albero delle monete, in terracotta e bronzo, una sorta di altare al quale venivano recate offerte in denaro per invocare la benevolenza delle divinità. Tra le ceramiche, si segnalano alcune riproduzioni di edifici a più piani, tra i quali spicca il modello invetriato di una torre riccamente ornata, alto 216 cm.

Intanto, dall’8 ottobre, continua alla Curia Iulia, sede dell’antico senato nel Foro romano, la sezione della mostra che illustra la grandezza politica dei due imperi. Dieci statue dell’esercito di terracotta del Primo Imperatore, rinvenuto alla fine degli anni Settanta del secolo scorso a Xi’an (Shaanxi), e due imponenti animali fantastici di pietra che, posti all’entrata della tomba preservavano dall’influsso degli spiriti maligni.

La rassegna ha già raccolto ampi consensi nella prima tappa a Pechino, al Beijing World Art Museum (29 luglio - 4 ottobre 2009), in occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e successivamente a Luoyang, al Luoyang Museum (29 ottobre 2009 - 15 gennaio 2010). 50 i musei coinvolti, la mostra è curata per l’Italia dal Professor Stefano De Caro, Direttore Generale per le Antichità del MiBAC, per la Cina dal Professor Xu Pingfang (Responsabile dell’Istituto di ricerca e archeologica dell’Accademia Cinese di Studi sociali, Direttore della Società Cinese di Archeologia, capo editore del Yanjing Xuebao).

In occasione di questo straordinario evento, il primo giorno di apertura della mostra, il 19 novembre, l’ingresso alla mostra è gratuito.



Documentazione:

Comunicato stampa
(documento in formato pdf, peso 116 Kb, data ultimo aggiornamento: 18 novembre 2010 )





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