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agli affreschi della chiesa museo di San Francesco a Montefalco


L'auspicato restauro del complesso decorativo a seguito di una approfondita ricognizione delle effettive condizioni conservative, si è reso indifferibile a causa degli eventi sismici del 26 settembre 1997, che hanno provocato danni gravi alla struttura voltata dell'abside con cedimenti dei costoloni, fratturazioni degli affreschi lungo i punti di giunzione delle murature architettoniche e distacchi dal supporto murario. Al pronto intervento per l'immediata salvaguardia, realizzato a partire dallo stesso giorno del sisma a cura dell’Amministrazione comunale, ha fatto seguito un primo consolidamento delle superfici pittoriche che ha consentito l'intervento sulle strutture portanti, al termine del quale sono potuti proseguire i lavori di restauro del ciclo pittorico.
Risarciti i difetti di adesione degli affreschi al supporto murario, particolarmente pericolosi in corrispondenza della volta, ed effettuati i risanamenti delle lesioni di profondità, la fase più complessa dell'intervento è stata sicuramente la messa in luce delle estese porzioni di affresco celate da successivi rifacimenti, realizzati in parte sulla stesura di un nuovo intonachino e in parte direttamente colore su colore. L'opera di rimozione delle sovrammissioni ha restituito ben sedici metri quadrati di superficie pittorica originale; si tratta per lo più, come precedentemente accennato, di fondi delle vele, di partiti decorativi come i fogliami dei costoloni e dei pilastrini, dei cieli nei paesaggi, di iscrizioni. Non sempre la materia pittorica messa in luce, soprattutto nell'intradosso della volta e nella parte alta della parete destra che maggiormente hanno risentito delle prolungate infiltrazioni di acque piovane dalle coperture e dei colpi assestati dai frequenti terremoti, mostra uno stato conservativo soddisfacente, tuttavia la ripulitura ha eliminato quanto di rigido, di maldestro e sordo non solo occultava particolari di accurata ed elegante esecuzione ma tendeva ad abbassare il tono generale dell'opera; situazione del resto più volte rilevata dagli studiosi che di questo ciclo pittorico si sono specificatamente occupati.
Il restauro, oltre ad aver conseguito il risarcimento dei danni provocati dai recenti eventi sismici e da più remote inadempienze conservative che avevano innescato fenomeni di degrado sviluppatisi nel tempo, intende riconsegnare alla lettura critica e all'apprezzamento dei visitatori un testo pittorico libero per quanto possibile da fuorvianti sovrammissioni; certamente non restituito, come si usa dire, al suo "originario splendore" (basti pensare alla perdita di tutte le dorature, a dettagli decorativi visibili ormai soltanto all'ultravioletto, all'abrasione e alla caduta della pellicola pittorica nelle zone alte) ma sicuramente valorizzato per la chiara evidenza della qualità esecutiva.

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